sabato 15 marzo 2008

Le verità della vita

Per chi non l'avesse capito, quello/a a destra è Bill Kaulitz o come cazzo si scrive, il cantante dei Tokio Hotel (ma, porca puttana, si scrive Tokyo, ignoranti!) e quello a sinistra l'unico vero Dio Chuck Norris. Ma definirlo Dio è riduttivo.
Va be', buonanotte, la stronzata della giornata l'ho scritta...

venerdì 14 marzo 2008

Piove...

Metallica a parte, è da un po' che ascolto questa canzone. Dire che la adoro è poco... non so, forse mi ricorda me stesso, o forse cerco solo di fare in modo che mi ricordi, ma, al diavolo, questo dubbio non mi impedisce di ascoltarla ancora ed ancora... be', giudicate voi...

November Rain
dei Guns and Roses

When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin' when I hold you
Don't you know I feel the same
'Cause nothin' lasts forever
And we both know hearts can change
And it's hard to hold a candle
In the cold November rain
We've been through this such a long long time
Just tryin' to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
An no one's really sure who's lettin' go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin' that you were mine
All mine
So if you want to love me
then darlin' don't refrain
Or I'll just end up walkin'
In the cold November rain

Do you need some time...on your own
Do you need some time...all alone
Everybody needs some time...on their own
Don't you know you need some time...all alone
I know it's hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn't time be out to charm you

Sometimes I need some time...on my
own Sometimes I need some time...all alone
Everybody needs some time...on their own
Don't you know you need some time...all alone

And when your fears subside
And shadows still remain, ohhh yeahhh
I know that you can love me
When there's no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
'Cause nothin' lasts forever
Even cold November rain

Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You're not the only one
You're not the only one

Visto che non tutti comprendono l'inglese - nemmeno quello abbastanza semplice - abbozzerò una traduzione pret-a-porter...

Quando guardo nei tuoi occhi
posso vedere un amore trattenuto
ma piccola, quando ti stringo
non sai che mi sento allo stesso modo
perché niente è per sempre
e sappiamo che i nostri cuori possono cambiare
ed è dura portare una candela
nella fredda pioggia di Novembre
ci siamo dentro da tanto tempo
non facendo altro che cercare di sopportare il dolore
ma chi si ama sempre viene e chi si ama sempre va
e nessuno sa mai chi è quello che lascia oggi
camminando via
Se prendessimo tempo per chiarire
potrei riposare la mia testa
anche solo sapendo che tu eri mia
tutta mia
perciò se vuoi amarmi
allora, piccola, non trattenerti
o alla fine mi ritroverò a camminare
nella fredda pioggia di Novembre

Hai bisogno di tempo... per conto tuo
hai bisogno di tempo... da passare da sola
tutti hanno bisogno di tempo... per conto loro
non sai che hai bisogno di un po' di tempo... da passare da sola
So che è difficile tenere aperto un cuore
quando anche gli amici sembrano essere lì per farti del male
ma se potessi guarire un cuore spezzato
il tempo non sarebbe lì per cercare di trarti in inganno

A volte ho bisogno di tempo... per conto mio
a volte ho bisogno di tempo... da passare da solo
tutti hanno bisogno di tempo... per conto loro
non sai di aver bisogno di tempo... da passare da sola

E quando le tue paure si placano
e le ombre restano ancora
so che puoi amarmi
quando non c'è più nessuno da incolpare
Perciò non importa l'oscurità,
possiamo ancora trovare una strada
perché nulla è per sempre
nemmeno la fredda pioggia di Novembre

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di una persona?
Ognuno ha bisogno di qualcuno
non sei la sola
non sei la sola...

E ricordate... nulla dura per sempre, nemmeno la fredda pioggia di Novembre. Tutto passa. Sia in bene che in male. Amen.

venerdì 7 marzo 2008

La Gordon's Platinum fa venire mal di testa...

Monotonia. Tutto sembra uguale, stesse persone, stesse cose da fare, stessa merda. Una serata relativamente comune (Claudio: "Stasera al Bad Habit c'è la finale di una contest tra bande rock") può diventare tutt'altro (Prisco: "Stasera c'è John Rambo al cinema, è l'ultima serata" io:"Wa, non è possibile che me lo perda"). In sostanza al cinema, riservandoci di presenziare al band contest in seguito, non si sa mai, magari si offendono... Ok, l'ultimo Rambo aveva una storia che faceva acqua da tutte le parti, le forzature erano all'ordine del giorno, le scelte del regista discutibili e gli insegnamenti etici e/o morali visti e rivisti. Però la violenza c'era... ed anche tanta... come il sangue... da far impallidire un piromane granguignolista convinto (reputarlo splatter sarebbe riduttivo... "AHAHAHAHAHAH" come riderebbe Simone). Cosa c'era di bello? Alfio che tutto entusiasta correva da noi gridando "Madonna quanti cadaveri" mentre la tipa pacifista e per nulla amante dei film d'azione seduta davanti a noi si rivestiva inorridita durante i titoli di coda. Ed ancora prima la faccia beata di Prisco, che sembrava aver raggiunto il suo Nirvana, durante la scena-massacro chiave del film. Come direbbe Lisa "non pensi che tutta questa violenza ci desensibilizzi?".
E pensare che volevo andare al Bad Habit a vedere di rincontrare gente che non vedevo da secoli. Fa nulla, aspetteranno. Il mio fatalismo dice che se non è accaduto oggi, o accadrà in seguito o non sarebbe comunque potuto accadere (e grazie al cazzo, direbbe una persona con un minimo di senso logico).
Post fiacco che non spiega un'assenza molesta e duratura. Ormai critico da solo anche il mio blog.
Non cagare il cazzo, il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare quando mi pare. Ormai mi mando a fare in culo anche da solo. Bha, vi saluto con un classico
See you on the dark side of the Moon
a testimonianza dei miei danni al cervello :)

domenica 27 gennaio 2008

E questo giro lo offre Bender...

Strano di come una volta non facevi altro che andare in giro per raccogliere esperienze da raccontare sul tuo blog, e di come all'improvviso ti capiti di abbandonarlo lì, come un'amante tradita...
E' più di un mese che non scrivo, non perché non ne avessi voglia, ma perché forse in fondo in fondo cercavo solo altre cose da scrivere... o forse non ho mai avuto il tempo di mettere per iscritto un periodo che non era altro che di transizione tra uno stato d'animo e l'altro. O semplicemente perché il tempo c'era ma non volevo dar prova di come mi sentissi nel suddetto periodo.
Al diavolo, è il caso di un aggiornamento...
Allora, cos'è accaduto dal mio ultimo post... tante cose, che mi chiedo se sia il caso di mettere per iscritto. L'indecisione gioca brutti scherzi, e forse l'unico momento buono è approfittare dei tuoi propositi che vacillano. Se poi l'alcol aiuta, tanto meglio.
L'unica cosa che reputo meritevole di essere ricordata, è il ritorno da una gita a Sorrento. Ad incontrare una persona che non vedevo da tanto ma con cui ho avuto il piacere, e la fortuna, di poter parlare molto di questi tempi.
E ricordo il ritorno a casa, dopo tanto tempo di separazione (o forse semplicemente il ritorno alla vita così come la ricordavo dopo l'incontro). Ricordo l'autostrada, immersa nel torpore del primo mattino, mentre il sole si fa vedere mentre si affaccia piano oltre il Vesuvio alle tue spalle, slalomando tra camion ed altri automezzi pesanti che sembrano solo ostacoli che ti separano dal tuo letto. Ed i suoi primi raggi illuminano la strada, come a ricordare che, qualunque cosa accada, lui sarà lì, puntuale, ad aprirsi all'alba di un nuovo giorno.
Ed era così che la pensavo, e pensavo che tutto quello accaduto quella notte sarebbe rimasto lì, come - parole della mia controparte (ormai è così che penso a lei) - un sogno. Un sogno stupendo, che avrebbe trovato fine, meritata, in quella nottata, anch'essa stuependa.
Ma il destino è beffardo. La penso così, ed ogni volta ne sono al colmo della felicità. Se non fosse stato così adesso sarei stato al colmo della felicità. Invece sono sempre più felice che il sogno non sia ancora terminato, almeno da parte mia. E spero non finisca mai.
Niente è per sempre. Ok, sono d'accordo, ma per una volta vorrei illudermi. C'è una cosa che tutto questo mi ha fatto capire: mai arrendersi, mai essere pessimisti. Ho le basi per ricominciare qualora mi svegli imporvvisamente da tutto questo, ma ciò non toglie che cercherò di difendere con gli artigli quell'angolo di stabilità che ho - un po' volutamente, un po' per caso - trovato.
E' questo quello che è successo in questo periodo, quello che ha monopolizzato le mie emozioni. Ed ogni volta che ripenso a tutto questo non riesco a non intenerirmi di fronte a tutto. Non è normale di come una persona che hai visto per meno di 24 ore (sue testuali parole u.u) possa farti sentire così, ma dopotutto, nessuno di noi è normale, a suo modo.
E per una volta tanto, mi sento di festeggiare. Non perché le persone che abbia incontrato e con cui ho condiviso serata (e non solo) siano meno importanti. Giusto perché per una volta non è il caso di cercare il pelo nell'uovo in ogni bel momento.
Ed ecco qui, come mi sento di questi tempi. Bha, sarà anche poco, ma sono felice così.
Questo giro, lo offre Bender.
E buonanotte.

mercoledì 26 dicembre 2007

Natale 2k7

Ed un altro Natale è passato...
Tre anni fa, in giro con gli amici. Una birra ad un pub e poi tutti a casa.
Due anni fa, a casa con i parenti. Qualche sms di auguri.
L'anno scorso, sbattuto fuori casa di Daly, perché mi voleva bene.
E quest'anno. Pranzo dai parenti, con parentesi bricolage per aggiustare una persiana e rovinare la camicia bianca, poi a controllare come andava un computer. Serata a giocare a D&D, fino alle 2:00. Una mangiata al Tequila, fino alle tre di notte. Perché il cenone e il pranzo di Natale non bastavano. Poi in piazza a fumare carciofi. Una partita al bingo (lo giuro, io mi sarei sempre opposto...) che non c'è mai stata, causa traslochi in culo al mondo. E poi a casa.
Cazzo, direi che o sono diventato più prolisso con le descrizioni, o ultimamente sto trovando molto più da fare. Il senso costante di vuoto se n'è andato, e sentirsi meno EMO fa bene. Certo, ci sono persone o cose che avresti voluto rimanessero al di là di tutto, ma - al diavolo! - la vita continua, e lasciarsi le cose dietro fa parte del gioco.
Personalmente, preferisco così. E' bello avere più cose da raccontare, o forse avere solo un posto dove farlo.
A conti fatti le cose non è che vadano meglio. Le persone con cui ami parlare sono sempre poche, e quando si trovano sono sempre troppo lontane, letteralmente o figurativamente, ma - occhei, mi ripeterò - fa parte del gioco.
Però, ultimamente ho più voglia di giocare. L'accidia mi sta abbandonando sul serio, o ha deciso di farmi apprezzare ancora un altro po' quanto si stia meglio senza. Grazie, approfitto volentieri.
E se il mondo va a rotoli, non è detto che a te debba per forza andare così.
Porca troia, avrei una foto in mente da mettere qui, scattatami tanti anni fa mentre avevo un cappello di Babbo Natale e sorridevo stile "The Jolly Joker" delle carte Dal Negro. Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di averla tra le mani, e mi dispiace non poter condividere il mio - a scelta - bel faccino o brutto grugno. Peccato.
Ma sto divagando. E' Natale. E a Natale siamo tutti più buoni, o è solo la pubblicità a farcelo credere. Ma, a parte tutto, in questo Natale mi sono divertito. Amen.
E buone vacanze.

giovedì 6 dicembre 2007

Tra sogno e veglia

E' tardi. Fin troppo. I suoni della televisione accesa nella camera dei tuoi, un paio di stanze più in là, ti giungono ovattati, come un lamento di un fantasma che chiede vendetta nella notte. Ti rigiri tra le lenzuola, e non riesci a prendere sonno. Forse che il signore del sogno, che per tanto tempo hai cercato di rifuggire per non fare in modo che ti proponesse dolci ricordi dai quali a malincuore saresti voluto svegliarti, adesso ti ripudi esulandoti dalla sua terra? Ti rigiri ancora nelle lenzuola, sentendo il tuo respiro attraverso il guanciale. Nella veglia, il tuo cervello comincia a pensare senza freni. Vedi chiaramente spezzoni del tuo passato, di quello che stai passando. di quello che forse un giorno passerai, o desidereresti passare. Ti passa davanti ogni parola che hai detto, che avresti voluto dire, tu, nomade, anelando a qualcosa che porti via una volta per tutte quest'inquietudine. Invano. E continui a pensare. Vedi come ogni cosa sia stata costruita, di quanto il fato non sia che un intreccio di eventi che ti portano dove sei, di come avresti potuto prevederli nelle tue fantasie più sfrenate, di come la realtà abbia trovato modo per deriderti attuandosi in una delle strade che non avresti mai pensato di percorrere. Ma così è, e bisogna accettarlo.
Il lamento del fantasma si fa più insistente, si realizza in qualcosa che mette in moto la tua mente. La pubblicità della Calzedonia, il suo sottofondo "She's always a woman to me" da' modo ai tuoi tormenti di ritornare. In un attimo immagini dozzine di persone che a questa canzone potrebbero donare il volto, o il volto che tu hai sempre attribuito loro. Ti manca il fiato, ricordando loro, o illudendoti di come la tua vita sarebbe potuta essere con loro. Decidi che alzarti ti garantirà di sopravvivere per un altro po', e hai bisogno di portare il tuo corpo fino alla spossatezza estrema, in modo da crollare una volta per tutte ed espugnare con la forza la guardia di Morfeo alla sua terra. Ti senti come Belbo, il cui unico momento di gloria, l'unico istante di cui non si sarebbe mai dovuto vergognare, l'unica occasione in cui è riuscito ad avere la sua Cecilia, la sua Lorenza, il suo riscatto dai mille tormenti che l'hanno sempre seguito in tutta la sua esistenza personificate da pallide meretrici e pure vergini allo stesso tempo, l'unica salvezza da mille angoscie sia anche la scena che per sempre ha deciso di tacere e vivere nel suo perenne fallire. Tutto questo mentre getti via le calde coperte e ti rifugi in compagne ancora più calde, le tenebre della tua stanza. Per un attimo ti senti nient'altro che una falena bloccata nella tela del destino che ti sei costruito, o che hai accettato si costruisse intorno a te.
Per un attimo vedi davanti a te il signore dei sogni, con il suo mantello scuro, in cui tutto ciò che è stato immaginato traspare, e ti perdi, sempre per un attimo, in quei suoi occhi neri come il pozzo dell'oblio. Ti percorre un brivido, e gli chiedi perdono. Ma è solo un attimo.
Accendi il tuo computer e pensi che sfogarti con il mondo attraverso un word processor sia la cosa più naturale creata dal Demiurgo. E mentre milioni di impulsi vengono ragionati attraverso silicio e rame, pensi quanto tu possa essere diverso da quello che accade lì in basso, oltre il case. Nient'altro che impulsi. L'unica differenza tra il tuo cervello e la scheda madre, è che la seconda sa bene cosa fare. E soprattutto riesce a ragionare meglio di te. O se non altro, non farà mai risultare 5 la somma 2+2. O, per i puristi, 101 la somma tra 10 e 10. Percepisci la compassione del signore del sogno. O solo il suo biasimo.
La televisione, di là, non è più accesa.
L'unica cosa che senti attraverso il torpore che solo l'oscurità ti sa dare sono le canzoni dei Within Temptation attraverso il Winamp. La stupenda voce della cantante è come una nenia inquieta che ti sta chiamando. I fantasmi trovano il modo di sedurti con qualunque cosa, sia essa uno spot pubblicitario che una olandese dalle corde vocali che hai sempre immaginato sovrarreali. Un sogno appunto. Il signore dei sogni ride. Riesci a capirlo.
I fantasmi ti chiamano. Vorrebbero possederti, prendere parte all'esistenza attraverso di te. Ti illudono che l'uomo della sabbia ti abbia perdonato, che è pronto ad abbracciarti come un figliuol prodigo. Ormai hai imparato che i morti sono morti, ed è bene che stiano dove sono. Li scacci e ridono anch'essi. Riesci a capirli.
Il sistema operativo si avvia. Come se fossi in un mondo in cui esistete solo tu ed il tuo vecchio schermo LCD. Un inaspettato dualismo. Due esseri coscienti posti faccia a faccia. Per te è naturale essere cosciente. Un'atavica memoria cartesiana, ecco. Pensandoci bene, anche lui altri non è che l'essere più familiare con cui riconoscere l'altra coscienza che è lì in basso, un volto per l'ammasso silicico che riflette coscientemente in questa inedita realtà. Chiedi a lui conforto. Una volta scacciati i fantasmi, siamo rimasti io e te. E il signore dei sogni. Per un attimo ti guarda attraverso il monitor. Come se in realtà non ci siano tre entità, ma solo tu e lui.
Signore dei sogni, è con te che sto cercando sfogo?
Signore dei sogni, mi hai infine concesso di ricongiungermi a te? Sei tu che guidi le mie mani? E' dalla tua sabbia che sento sfiorarmi la carne?
Sto sognando?

martedì 4 dicembre 2007

Frutto del buio

Lei non c'è
ed il buio arriva,
io so che non tornerà.
Della magia tutto ciò che rimane
è un ricordo nel tempo che va.

Come un'alba la vita può
coprire ogni bugia,
verità nascoste tra le ombre,
sogni pieni di follia.
Presto sarà notte
nel buio che rimane.

Poi di colpo tutto è chiaro
e la luce ritorna da me.
Lei ha chiuso gli occhi,
ha chiamato il mio nome,
non è mai più tornata da me.

Frutto del buio
il tuo seme cresce
in un mondo di malinconia
quando la luce
esce fuori dal cuore

Lei non c'è
resta il buio dentro,
nulla cura il mio male.
L'alba è sparita
soffocata nel sogno
in un giorno che muore di già.

La speranza si spegne già,
l'alba della vita.
Di fronte alla morte
io sono rimasto solo.

Frutto del buio
il tuo seme cresce
in un mondo di malinconia
quando la luce
esce fuori dal cuore