sabato 31 maggio 2008

E pure è bello così...

- We, Nico... ci vediamo...
Non mi caga...
- Ciao Nico, ascoltami invece di prendere a cazzotti il palo della luce!
Niente...
- Nico, io sto andando...
Altri paccheri in barba al servizio di illuminazione pubblica...
- Nicola, ti sto salutando...
E che cazzo, manco si gira...
[gridando] - Nicò, mammt!
Si gira Ivo, incazzato...
- Ah, scusa Ivo.

sabato 17 maggio 2008

Scatola a forma di cuore

She eyes me like a pisces when I am weak
I've been locked inside your Heart Shaped box, for weeks
I've been drawn into your magnet tar pit trap
I wish I could eat your cancer when you turn black

Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
hey
wait
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice

...your advice

Meat-eating orchids forgive no one just yet
Cut myself on Angel Hair and baby's breath
Broken hymen of your highness I'm left black
Throw down your umbilical noose so I can climb right back

Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
...Your advice

*...e vai di chitarra... *

She eyes me like a pisces when I am weak
I've been locked inside your Heart-Shaped box for weeks
I've been drawn into your magnet tar pit trap
I wish I could Eat your cancer when you turn black

Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
hey!
wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
Hey!
Wait!
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
Your advice
Your advice
Your advice

giovedì 8 maggio 2008

Tormento

- "E' il 'tormento'. E' quello che porta tutte le anime tormentate verso di te."

Dapprima Morte. Un teschio fluttuante, estratto direttamente dall'Abisso, da cui convinse una tua precedente incarnazione a tirarlo fuori facendoti credere che sapesse cose di vitale importanza. E che ha continuato a seguire ogni tua incarnazione qualunque cosa essa facesse. Il senso di colpa per averti ingannato era il suo tormento, e ti ha seguito per espiare.
Poi Dak'kon, il Ghitzerai. Per cui tu, o una tua precedente incarnazione, diventasti colui che lo salvò dall'annichilimento dopo aver perso la fede - o tutta la sua volontà di strisciare fuori dal caos cosmico. Ma lo ingannasti, soltanto perché ti serviva. Gli desti ciò in cui credere. E lui continuò a seguirti nel tempo, nonostante tu fossi cambiato totalmente, divenuto un'altra persona. Semplicemente perché eri stato colui ad aver placato il suo "tormento". E paradossalmente questo divenne il suo tormento.
Annah. La thiefling, che rapidamente ha ceduto alle sue passioni. Ti seguiva perché attratta - in tutti i sensi - da te. A prescindere che tu ricambiassi o meno i suoi sentimenti, la sua anima si struggeva per te. E questo era il suo tormento.
E venne Ignus. Tu, in un altra vita, fosti il suo maestro. Gli insegnasti l'Arte, il Potere che lo carruppe fino in fondo. E ciò che lo consumò dal profondo. E ne causò il declino. E poi lo salvasti, salvasti il suo guscio incenerito da una bruciante follia, e che ti seguì perché tu eri il suo Maestro. Ti ricordasti di lui - povero supplicante al tuo cospetto perché gli permettersi di averti come Maestro - e lo trascinasti con te. Ma fu lui a seguirti, perché la sua follia era il suo tormento, e non poteva fare altro.
Incontrasti Far-from-Grace, la splendida succube. Per secoli schiava di demoni da lei dissimili e affrancatasi grazie alla sua oratoria. Lei ti seguiva perché eri interessante. Perché era suo volere conoscere le più emozionanti situazioni, e con te ne avrebbe trovate. Oh, se ne avrebbe! Diventasti parte del suo mondo, arrivando ad essere così importante da dare la vita per te. Ma il suo passato le pesava ancora, ed il suo nome diceva tutto. Seguirti era allontanarsi da quello che in realtà era. Dal suo tormento.
Per caso, ci fu Vhailor. L'impersonificazione della Legge. Ciò che non era giusto doveva essere punito, per lui. Fino a raggiungere il parossismo. Era il tuo più spietato inseguitore, e lo lasciasti - o per meglio dire, una tua incarnazione - lo lasciò in un luogo irraggiungibile ed inevadibile, ad aspettare il tuo ritorno, affinché potesse giudicare le tue azioni. E lo reincontrasti secoli dopo, il suo corpo consumato ma la sua anima forte come non mai, per giudicarti. Ma tu avevi dimenticato, e l'oblio della mente fu la tua espiazione. Ma lui decise di seguirti per portare la Legge dove meno ce ne fosse bisogno. Brutta cosa il parossismo. Ti seguiva comuqneu per giudicarti o per giudicare il mondo? Il giudizio era il suo tormento.
E, sempre per caso, incontrasti Nodrom. I Mordon sono esseri viventi derivati dalle macchine, una sorta di robot. Ma pur sempre esseri viventi. Ma pur sempre delle macchine, e la loro logica era schematica e macchinistica. Ma lui fu contaminato dal Caos, e divenne incompleto. O più "umano". Gli chiedesti di unirsi a te, per caso. Era esuberante e divertente, nonostante la sua logica - un tempo ineccepibile - fosse adesso deviata. Divenne un modo di riflettere sulla copntingenza, senza essere al contempo pesante. Ma era sempre incompleto, e si portò dietro questo tormento fino alla fine.
Ed il Nameless One. Eri senza nome, perché avere un nome significava essere. E tu eri quanto di più lontano ci fosse dall'essenza. Diviso a causa della tua immortalità, condannato alla dimenticanza del tuo passato a causa della morte che non potevi mai avere. Sei stato molte persone, dal carattere più dissimile. Paranoia, praticismo, bontà, neutralità. In ogni tua incarnazione eri differente eppure sempre lo stesso. E cercavi di scoprire perché tu fossi quello che sei, chi ti aveva privato della tua mortalità, come ti eri ingegnato per scoprire chi fossi, fin dove ti avessero condotto i sentieri di tutte le vite che avevi vissuto, perché la tua prima incarnazione avesse voluto divenire immortale. Vivevi la tua vita per scoprire quello che gli altri te stesso avevano fatto. Il tuo tormento era quello di capire come il tormento avesse condizionato tutto quello che eri stato, senza mai esserlo in prima persona. Il tuo tormento era capire cosa volevi da tutto ciò. Il tuo tormento era morire, per sempre.
Ognuno di questi porta il suo tormento: quello morale, che genera il senso di colpa; quello della volontà, che ci impone di capire; quello delle emozioni, che ci rende irrazionali; quello della follia, i cui semi sono in ognuno di noi; quello del rimpianto, che ci impone di dimenticare ciò che di sbagliato abbiamo fatto; quello della giustizia, che ci fa chiedere cosa sia davvero giusto, per noi o per gli altri; quello della diversità, che ci fa domandare quanto l'essere diverso dalla normalità sia un errore; e tutti questi tormenti hanno a che fare con te, e ne vengono riuniti dai tuoi. Perché il tormento chiama altro tormento.

lunedì 5 maggio 2008

Harvard by night

- Su, su Ics... Domani devi lavorare...
- Hic, no ma ti dicevo... questa per poco stavo a sposarla quando due minuti prima che potessi farle la proposta mi dice che ha una cotta per il mio migliore amico...
- Eh, succede... dai... dormi...
- Non ho sonno... Hic... potrò andare avanti fino a doma.. Zzzz...
Il russare di Ics fece sospirare Montgomery. Finalmente il bidello si era addormentato... era a questo che mirava quando l'aveva portato in quel pub e gli aveva offerto da bere. E finalmente poteva agire. Con una rapida occhiata al sudicio monolocale trovò le chiavi di Harvard, le mise in tasca ed uscì. Telefonò a Foscari - il suo affittuario/compagno d'avventura - e si diedero appuntameno dopo mezz'ora davanti il cancello della prestigiosa università.

La decappottabile frenò non molto distante dal parcheggio dell'università. Una figura vi si avvicinò.
- Finalmente - disse Foscari.
- Chi va piano va sano e va lontano - rispose Montgomery, saltando giù dalla decappottabile sul grigio asfalto. - Allora, dovremmo entrare... i custodi sono pochi e fanno giri larghi, sarà facile superarli.
- Non mi fido, meglio che entri utilizzando i miei poteri.
Montgomery riflettè. Come lui poteva piegare il tempo al suo volere (seppur in maniera limitata - ancora limitata -) Foscari aveva lo stesso talento per lo spazio. Avrebbe collegato il luogo di destinazione e quello di partenza per creare un passaggio. Un portale, come lo avrebbero chiamato i poveri mortali. O quello che era...
- Come vuoi. Mi raccomando, il tuo passamontagna... - Indossò il suo e sparì verso il cancello dell'università.
Scavalcarlo non fu un problema. Si recò attraversando il vasto giardino verso il dipartimento di medicina. Due guardie erano lì che parlavano. Attese pazientemente che si allontanassero per continuare il loro giro e corse verso la porta. Estrasse la chiave dal mazzo e la aprì, richiudendosela oltre le sue spalle, e si recò verso la scalinata dove Foscari avrebbe dovuto aprire il portale. Lo trovò già lì, lo squarcio dimensionale che pulsava.
- Alla buon ora... - sorrise Foscari.
- Silenzio ed andiamo - rispose Montgomery, un po' scocciato.

Cominciarono a salire lentamente le scale verso gli studi dei professori immersi nel silenzio del dipartimento deserto. Ad un tratto si sentì aprire la porta d'ingresso. I due si fermarono e cercarono un posto in cui acquattarsi. Montgomery si accovacciò nell'angolo, mentre Foscari si inguattò tra una macchinetta per il caffè ed una colonna, con espressione tra lo spaventato e lo stoccafisso. La guardia stava dando una rapida occhiata all'interno, Montgomery vedeva il circolo di luce emanato dalla torcia elettrica che indugiava su ogni centimetro del pavimento variopinto. La luce stava per toccare i piedi di Foscari, Montgomery estrasse la pistola con il silenziatore e si preparò a mirare. La guardia fermò la torcia a dieci centimetri dalla punta delle scarpe nere di Foscari. Si voltò alzando le spalle e uscì fuori da dove era venuta. Foscari tirò un sospiro di sollievo, Montgomery nascose la sua pistola. Fece segno a Foscari di raggiungerlo e si recarono verso lo studio. La porta era chiusa, se lo erano aspettati. Quello che non si aspettavano era trovare la chiave della stanza tra il mazzo che aveva preso ad Ics. Montgomery aprì rapidamente la porta ed entrarono, poi la richiuse dietro di sè.

Lo studio era in disordine, il tipico caos ordinato che caratterizzava gli scienzati, i giuristi ed i medici.
- Sarà una lunga ricerca - sospirò Foscari. Montgomery si era già avvicinato ad un archivio e stava per spulciarlo.
- Tu che sei un hacker patentato, occupati del computer - Montgomery indicò il terminale nell'angolo. Foscari gli si avvicinò e cominciò a cercare la password di accesso.

- Che razza di password... Cthulhuftagn... sembrano lettere messe a caso. - disse Foscari.
Montgomery non potè fare a meno di rabbrividire. Visioni aliene si accavallavano nella sua mente, ma riuscì a reprimerle e continuò a cercare.
- Ci siamo... una lista di tutti i volontari per gli esperimenti - Montgomery sollevò il fascicolo. - Hai avuto l'accesso ai dati?
- Ci sono riuscito proprio ora - sorrise Foscari. Si accigliò subito. - Abbiamo un problema... sono 500 giga di roba da spulciare... mi converrebbe fare un backup... avrei dovuto portare l'hard disk portatile... invece mi toccherà esaminare il disco cluster per cluster...
- Quanto ci vorrà? Non abbiamo tutta la notte. - Controllò l'orologio... le 3 e mezza.
- Temo molto, 500 giga sono tanti... almeno 4 o 5 ore.
- Non abbiamo tutto questo tempo, trova qualche altro metodo... tu dovevi occuparti della parte informatica, quindi vedi di sbrigarti - si irritò Montgomery.
Foscari prese il cellulare. Compose un numero.
- E ora che fai??! - si stupì Montgomery.
- Lascia fare, conosco qualcuno che potrebbe darci una mano.
Montgomery alzò le spalle, sospirò e continuò la sua ricerca.

- Ho trovato la lista degli studenti che si sono offerti come volontari. E qui c'è anche la struttura molecolare della droga. - disse soddisfatto Montgomery. Guardò l'ora. - Sono le 5 e 20... tra poco il posto si riempirà. A che punto sei?
- Quasi finito...
Alle 6 e 20, trionfante, Foscari si alzò dalla scrivania. Scollegò i cavi, ripose il suo computer e fu pronto a togliere le tende. - Si è fatto tardi, penso che i primi bidelli siano già in zona. Dobbiamo cercare un posto nascosto in cui nessuno possa vederci. - pensò un attimo. - Il bagno, se non sbaglio è qui vicino.
- Va bene, sbrighiamoci.

Cautamente entrarono nel bagno senza problemi e si nascosero in due gabinetti separati. Foscari cercò di riaprire il portale, con scarsi risultati, per almeno 20 minuti. Montgomery stava già dormendo quando un'inserviente entrò nel bagno. Il rumore dei suoi passi lo svegliò e gli fece prendere coscienza di quello che stava accadendo. Mentre la donna canticchiava qualche vecchia canzone popolare austriaca, Montgomery pensò al da farsi. E decise. Uscì dal bagno.
- Buongiorno - salutò allegramente, e si diresse verso un lavandino per lavarsi le mani.
La vecchia lo guardò esterefatto. - Lei! Che ci fa qui?!
- Sono uno studente, che diamine...
- A quest'ora gli studenti non hanno accesso alla facoltà...
- Ah... be', ecco... vede... ieri il Signor Ics ha dimenticato le chiavi della facoltànella mia macchina ed ero arrivato un po' prima per restituirgliele... Sa... non volevo che si sapesse in giro, povero Signor Ics.
- Ma le sembra il modo di fare?! - Rispose seccata la bidella - Vada a riportargli le chiavi, comunque - e sospirò.
Montgomery pensò a Foscari, ancora nel gabinetto, e cercò di escogitare un modo per allontanare la vecchiarda. - Ehm, vede, non so dove trovarlo e se magari lei potesse darmi qualche indicazione ne sarei... - La frase restò a metà, interrotta da un tonfo proveniente dal bagno dove si era nascosto Foscari.
- Ma che...?! - Si stupì la vecchia. - Cos'è stato?
- Magari un topo? - Provò Montgomery. La vecchia stava già aprendo la porta del gabinetto. Trovò Foscari aggrappato alla parete che cercava di issarsi oltre essa per introdursi nel gabinetto limitrofo. Naturalmente indossava ancora il passamontagna.
La vecchia emise un urlo, Montgomery si affrettò a chiudere dall'interno la porta del bagno.
- Signora, non è come sembra... - Cominciò Foscari.
- Al ladro!! Al ladro! - continuò a gridare la vecchia. Montgomery si pose davanti ad essa e cercò di tranquillizzarla.
- Signora, vede, stia calma, è tutto a posto...
- E cosa ci fa un uomo con il passamontagna nascosto nel bagno??!!!
- Ehm, vede... insomma... - Montgomery chiuse per un attimo gli occhi, esasperato e sospirò - vede... lui è il mio ragazzo. - disse l'ultima frase tutta d'un fiato. La vecchia lo guardò con occhi sgranati. Poi disse - Perché indossa il passamontagna?!
Montgomery sospirò di nuovo. - Ci eccita.
La vecchia li guardò inorriditi, immobile. I due pieni di vergogna uscirono dal bagno e ritornarono nel corridoio.

- Ics, hai dimenticato le chiavi in macchina mia. - Montgomery gli lanciò il mazzo di chiavi. Foscari, che era al suo fianco, seguì la parabola che la traiettoria descrisse fino a cadere in mano al bidello.
- Ah ecco dov'era... Ma io non le avevo portate con me... - Si stupì Ics.
- Bho, io le ho trovate in macchina.
- Be', grazie Monty...
In quell'istante la vecchia bidella incontrata nei bagni passò vicino loro, guardandoli obliqua. Montgomery e Foscari ricambiarono lo sguardo astioso, quello di Ics era solo interrogativo.
- Pervertiti! - Gridò la vecchia, e scappò via. Montgomery e Foscari sospirarono, all'unisono.

domenica 27 aprile 2008

Arriva Morfeo

Week end da paura...
Venerdì, concerto dei Linea, con l'onnipresente Claudio e quella stronza di Adriana...
Sabato, cazzeggio per il Comicon, partita a calcetto con triplice carpiato annesso e serata al Blue Kiss, metallo e pogo a manetta assieme al mecgaiveristico Giovanni (l'unico che io abbia mai visto portare in macchina la strumentazione tattica per una catastrofe post-apocalittica, stile zaino di Eta-Beta, con la quale ha evitato il pronto soccorso ad un ragazzo gravemente (?) ferito alla testa durante il pogo selvaggio), all'onnipresente (l'ho già detto?) Claudio e al tiratissimo Simone (mr. Gagliardo, è pregato di ricordarsi che senza il nostro supporto a quell'ora sarebbe stato a casa a dormire). Grandi i gruppi che hanno suonato, in particolare i Deus x Machina di cui ormai siamo diventati groupie (non nel senso che vorremmo sbatterceli, ma nel senso che siamo dovunque loro vadano...) ed i Menarca che hanno ravvivato la nostra serata a base di fumo e birra di seconda mano. Ed in particolare questi ultimi hanno suonato una canzone che da un po' mi ronzava in testa... ecco a voi l'intro del Black Album dei Metallica... Arriva Sandman...

Enter Sandman
di Metallica (1991)

Say your prayers little one
Dont forget, my son
To include everyone

Tuck you in, warm within
Keep you free from sin
Till the sandman he comes

Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight

Exit light
Enter night
Take my hand
Off to never never land

Somethings wrong, shut the light
Heavy thoughts tonight
And they arent of snow white

Dreams of war, dreams of liars
Dreams of dragons fire
And of things that will bite

Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight

Exit light
Enter night
Take my hand
Off to never never land

Now I lay me down to sleep
Pray the lord my soul to keep
If I die before I wake
Pray the lord my soul to take

Hush little baby, dont say a word
And never mind that noise you heard
Its just the beast under your bed,
In your closet, in your head

Exit light
Enter night
Grain of sand

Exit light
Enter night
Take my hand
We're off to never never land

Va be', per stavolta traduco...

Dì le tue preghiere piccolo
non dimenticare, figliolo
di menzionare tutti

Rimboccati le copere, il caldo lì dentro
ti terrà al sicuro dai peccati
finché Morfeo arriverà

Dormi con un occhio aperto
abbracciando stretto il tuo cuscino

Va via la luce
arriva la notte
afferra la mia mano
fino alle Terre del Sogno

Qualcosa di sbagliato spegni la luce
pesanti pensieri stanotte
che non sono candidi come la neve

Sogni di guerra, sogni di menzogne
sogni del fuoco di drago
e di cose che mordono...

Dormi con un occhio aperto
abbracciando stretto il tuo cuscino

Va via la luce
arriva la notte
afferra la mia mano
fino alle Terre del Sogno

Ora adagiami nel sonno
prega il Signore di custodire la mia anima
se morissi prima di svegliarmi
prega il Signore di prendere la mia anima

Fa' silenzio mio bambino, non dire una parola
e non pensare ai rumori che senti
è solo la bestia sotto il tuo letto,
nel tuo armadio, nella tua mente

Va via la luce
arriva la notte
granelli di Sabbia

Va via la luce
arriva la notte
afferra la mia mano
siamo nelle Terre del Sogno

L'intera canzone riprende il personaggio di Sandman, fumetto (in questo caso opera d'arte, anche se le due cose spesso coincidono ma pochi lo ammettono) di Neil Gaiman, Signore dei Sogni (e mi riferisco sia al personaggio che all'autore), e pertanto mi sembra d'obbligo chiudere il tutto con una frase tratta da esso:

- E' tutto vero? O è solo frutto della mia immaginazione?
- Se mi dici la differenza, forse posso risponderti...

E questo è tutto... buonanotte da Bender, e...
Sogni d'oro!

sabato 19 aprile 2008

Requiem

Ogni giorno si incontrano centinaia di pesone. Statisticamente, solo con il 10% di queste si hanno contatti. E solo con il 10% di questo 10% si avrà un rapporto duraturo. Premesso che non so nemmeno io in quale di queste percentuali considerare la persona che ci ha lasciato, la sua prematura scomparsa mi dispiace tremendamente. Non è un modo per porgere le condoglianze ai parenti, nonostante non abbia avuto modo di presenziare al funerale per cause varie... la notizia mi ha scioccato davvero. Ho avuto modo di parlare poche volte con lei, molte delle quali affatto serie, e ancor meno ho avuto modo di incrociarla dopo che abbandonai il gruppo di cui lei faceva parte e io avrei volentieri voluto farne. Tutto questo mi lascia l'amaro in bocca, non tanto per la morte in sè (la morte è solo la conclusione della vita, e prima o poi deve arrivare... questo lo si accetta facilmente) ma perché ci sono infinite cose che si imparano, si fanno e si provano a sedici anni. Si matura in un certo senso, e non poter vedere come sarebbero cambiate le cose ti abbatte.
Ricordo le parole di Simone quando me lo disse "...non ce l'ha fatta." e quello che pensai (e forse risposi) in quel momento: "Cazzo.". Non la conoscevo molto (forse per nulla), però forse proprio la morte di persone di cui non sapevi molto ti deprime perché non hai avuto il tempo (o la voglia, o la forza) di conoscerle... sapevo che adorava i Guns 'n' Roses (e ringrazio Simone per avermelo riportato alla memoria) e che la loro maglia adesso riposa con lei. Ed in quel momento ho pensato che stava andando anche lei a Paradise City (e ringrazio di nuovo Simone di aver detto che anche lui la pensava così e di avermi dato in un certo qual modo la forza di scrivere questo post) e che meritava un ultimo saluto. Ed a lei dedico questa canzone: addio, Federica.

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

Just an urchin livin' under the street
I'm a hard case that's tough to beat
I'm your charity case
So buy me somethin' to eat
I'll pay you at another time
Take it to the end of the line

Rags to riches
Or so they say
You gotta
Keep pushin' for the fortune and fame
You know it's, it's all a gamble
When it's just a game
You treat it like a capitol crime
Everybody's doin' their time

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home

Strapped in the chair of the city's gas chamber
Why I'm here, I can't quite remember
The surgoen general say's it's hazardous to breathe
I'd have another cigarette
But I can't see
Tell me who you're gonna believe

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home, yeah hey eyeah
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

So far away
So far away
So far away
So far away

Capitain America's been torn apart
Now he's a court jester
With a broken heart
He said turn me around
And take me back to the start
I must be losing my mind
"Are you blind?!"
I've seen it all a million times

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home, yeah hey eyeah
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home, yeah hey eyeah
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

I want to go
I want to know
Oh, won't you please take me home

I want to see
Oh, look at me
Oh, won't you please take me home

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home,
Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

Take me down
Oh yeah
Beat me down
Oh, won't you please take me home

I want to see
Oh, look at me
Oh, won't you please take me home

I want to see
Boy, I'm gonna be mean
Oh, oh take me home

Take me down to the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

I want to go
I want to know
Oh, won't you please take me hooooooome
Baby

P.S.: questo post vuole solo essere l'estremo saluto ad una persona con cui si è diviso la stessa comitiva. Se ha fatto male a qualcuno, mi dispiace, non era mia intenzione.

sabato 12 aprile 2008

These are the days of our lives

I Queen. Hanno fatto tanto. Hanno scritto tanto. Hanno suonato tanto. Ma gran parte di questo resta in noi. Una canzone ritrovata per caso, che ti fa pensare. Alla tua vita, a quello che hai fatto, a dove sei. A come vorresti riportare, per un attimo, il tempo indietro e rivivere le cose che hai vissuto. E l'impotenza di farlo diventa nostalgia. E ripensi ai Queen. E alla voce di Freddie che canta questa canzone...

Sometimes I get to feelin
I was back in the old days - long ago
When we were kids when we were young
Thing seemed so perfect - you know
The days were endless we were crazy we were young
The sun was always shinin - we just lived for fun
Sometimes it seems like lately - I just dont know
The rest of my lifes been just a show

A volte mi sembra di sentire
che sia tornato indietro ai vecchi tempi - tanto tempo fa
quando eravamo ragazzi quando eravamo giovani
le cose sembravano così perfette - lo sai
i giorni erano infiniti eravamo folli eravamo giovani
il Sole risplendeva sempre - vivevamo solo per divertirci
a volte mi sembra che alla fine - semplicemente non so
il resto della mia vita è stato solo uno spettacolo

Those were the days of our lives
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but one thing is true
When I look and I find I still love you

Questi erano i giorni delle nostre vite
le cose brutte nella vita erano così poche
questi giorni sono tutti passati adesso ma una cosa è vera
quando guardo e trovo, ti amo ancora

You cant turn back the clock you cant turn back the tide
Aint that a shame
Id like to go back one time on a roller coaster ride
When life was just a game
No use in sitting and thinkin on what you did
When you can lay back and enjoy it through your kids
Sometimes it seems like lately - I just dont know
Better sit back and go with the flow

Non puoi portare indietro l'orologio non puoi portare indietro la marea
questa non è una vergogna
avrei voluto tornare indietro ad un giro su una montagna russa
quando la vita era solo un gioco
non ha senso sedersi e pensare a cosa hai fatto
quando potresti tornare indietro e godertelo attraverso i tuoi bambini
a volte sembra che alla fine - semplicemente non lo so
sia meglio sedersi ed andare con il flusso

Cos these are the days of our lives
Theyve flown in the swiftness of time
These days are all gone now but some things remain
When I look and I find no change

Perché questi sono i giorni delle nostre vita
sono passate nella rapidità del tempo
questi giorni sono tutti passati adesso ma alcune cose rimangono
quando osservo e vedo che niente è cambiato

Those were the days of our lives - yeah
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but one things still true
When I look and I find
I still love you

Questi sono i giorni delle nostre vite- yeah
le brutte cose nella vita sembravano così poche
questi giorni sono tutti andati ora ma una cosa è ancora vera
quando osservo e trovo
ti amo ancora

Freddie ci lasciò poco dopo questa canzone. Ed è un peccato, ma questo si sa.
Ma la canzone in se è di tutti. O almeno di tutti quelli che si sono fermati un secondo ed hanno pensato a come è stata la loro vita fino a quel momento. Perché non si può tornare indietro, anche se un periodo è brutto non potrete fare a meno poi di sorridere e di ripensarvici come una delle vostre vicissitudini. Forse mi sto facendo prendere molto dalla nostalgia, ma sembra vada di moda di questi tempi ;) ma va bene, l'importante è non fermarsi troppo a pensare al passato e costruire sempre qualcosa di nuovo... doppotutto ogni giorno è diverso da quello precedente, e...
These are the das of our lives.
Un saluto da Bender!